Durante il processo è stato mostrato il filmato ripreso da telecamere a circuito chiuso del momento in cui i due soldati sono stati uccisi mentre ritiravano delle pizze

Massereene Barracks | AntrimI genieri Patrick Azimkar, 21 anni, e Mark Quinsey, 23 anni, furono colpiti a morte dalla Real IRA all’esterno della base militare il 7 marzo 2009.

Altre persone rimasero ferite: tre soldati, una guardia di sicurezza e i fattorini che stavano consegnando le pizze.

Il prominente repubblicano di Lurgan, Colin Duffy, e Brian Shivers, di Magherafelt, negano le accuse di omicidio e i sei capi di imputazione per tentato omicidio.

In aula, per l’apertura del processo, le madri dei due soldati inglesi.

Colin Duffy, scortato in aula dalle guardie carcerarie, ha fatto un cenno d’intesa ai propri familiari.

Il repubblicano si trova nella prigione di Maghaberry, dove al momento sta svolgendo una “dirty protest” insieme agli altri prigionieri.

Terence Mooney, avvocato dell’accusa, ha detto in fase di apertura del procedimento che l’abitudine di ritirare le pizze ai cancelli della base militare aveva reso le truppe a rischio di attacco.

“Il 7 marzo 2009, un attacco a sorpresa è stato compiuto da terroristi con l’ausilio di fucili d’assalto automatici”, ha affermato.

“Gli obiettivi erano soldati indifesi e civili che si erano trovati ai cancelli d’ingresso della base.

“La natura dell’attacco e la maniera in cui è stato eseguito portano l’inconfondibile stampo di un attacco terroristico altamente organizzato e spietato”.

L’avvocato ha riferito alla corte che i parenti dei soldati avrebbero preferito lasciare l’aula prima della messa in onda del filmato dell’attacco.

Nelle immagini si vedevano cinque soldati uscire dalla caserma per raggiungere le auto dei fattorini della pizzeria.

Vestiti con l’uniforme da deserto, le truppe del 38° Reggimento Genieri stavano per essere trasferite in Afghanistan.

Due uomini a volto coperto sono comparsi sulla scena, aprendo il fuoco sia sui soldati che sui fattorini, prima di puntare contro quelli che il procuratore ha indicato come uomini feriti a terra.

Le immagini delle telecamere a circuito chiuso hanno mostrato che 65 proiettili sono stati sparati nel corso dell’attacco, durato circa un minuto.

Mooney ha affermato che un soldato ferito nell’azione ha raccontato di essere stato spinto a terra dal suo collega Azimkar, rimasto ucciso nell’attacco.

Per il legale dell’accusa i rapporti dei patologi hanno evidenziato che i soldati uccisi hanno ricevuto multiple ferite da proiettili.

Mooney ha anche fatto ascoltare una registrazione audio accidentalmente lasciata su un telefono cellulare.

Attacco a Massereene BarracksIl telefono era stato ritrovato in una Vauxhall verde, ritenuta l’auto utilizzata per la fuga dal commando della Real IRA.

“Il messaggio è agghiacciante e si fa capire benissimo”, ha raccontato al giudice Anthony Hart.

La voce di un uomo è riecheggiata nell’aula: “Ci sono alcuni morti, tutto bene”.

Analisi hanno collegato le immagini della macchina usata per la fuga al veicolo ritrovato dalla polizia in una tranquilla strada di campagna a circa 10 chilometri da Antrim.

La Vauxhall Cavalier era stata venduta dal precedente proprietario attraverso un annuncio su una rivista.

L’uomo aveva spiegato agli investigatori di aver pulito la macchina prima di venderla.

Un filmato ripreso in una stazione di benzina mostrerebbe l’autovettura dopo il passaggio di proprietà. Si vede un uomo fare benzina e recarsi a pagare.

Mooney ha chiesto al giudice di osservare la mancanza di guanti alle mani dell’uomo.

Quando la macchina è stata ritrovata dopo l’attacco, all’incrocio tra Derrygowan Road e Ranaghan Road, era stata dannegiata dal fuoco appiccato nel tentativo di distruggerla.

Nella vettura era stato trovato un barattolo di caffè contenente dei proiettili – dello stesso tipo utilizzato nell’attacco. Tra i sedili anteriori erano stati lasciati due telefoni cellulari, mentre nel bagagliaio erano presenti vestiti, passamontagna e un borsone mimetico.

L’accusa ha mostrato alcune fotografie di un contenitore rosso per la benzina, trovato ai bordi dell’erba. Scoperto anche un bidone di plastica nera e un fiammifero lasciato sulla carregiata.

Per Mooney le munizioni trovate erano state fabbricate in Yugoslavia e venivano utilizzate nelle armi d’assalto.

La punta di un guanto in lattice era stato scoperto sul pavimento della vettura. Tramite il DNA è stato collegato a Colin Duffy.

Sempre il DNA lega Brian Shivers ad un fiammifero e ad un telefono cellulare.

Un avvocato difensore ha obiettato che la presentazione della prova contro Colin Duffy da parte dell’accusa lasciava aperta la possibilità di uno dei molti scenari riguardo il possibile collegamento di Duffy agli omicidi, che potrebbero colpire la propria tesi difensiva.

Mooney ha spiegato che sulla base della prova, non veniva suggerito per Duffy il ruolo di membro del commando della Real IRA.

La prova pone l’accusato nella posizione di essere stato parte delle operazioni che hanno portato alla morte dei due soldati.

Il processo dovrebbe durare cinque settimane.