La parlamentare delo Sinn Fein Michelle Gildernew ha ricevuto sinistre minacce di morte negli ultimi 12 mesi – tra cui una sinistra telefonata ricevuta da suo figlio di quattro anni, che rispose alla chiamata di un uomo che affermava di aver rapito sua madre ed essere in procinto di ucciderla

Michelle Gildernew | Sinn FeinIn un’emozionale intervista a The Impartial Reporter la parlamentare, madre di tre bambini, ha rivelato di aver sempre tenuto segreto il proprio dolore personale.

“Ho avuto una serie di minacce di morte, le ricevo spesso. Le chiamate sono fatte per lo più a mio padre, possono essere veramente gravi e so che non me riferisce almeno la metà. Non ne ho mai parlato molto, solo le persone vicine a me lo sanno”, ha detto.

L’ultimo anno è stato un momento sconvolgente per la famiglia Gildernew, in particolare dopo la prima chiamata terrificante.

“La prima minaccia ha accorciato la vita di mio padre e mia madre. L’uomo all’altro capo del filo gli chiese se era il padre di Michelle Gildernew. Ha risposto di esserlo. L’uomo disse: «Abbiamo Michelle e le abbiamo puntato un kalashnikov alla testa, con l’intenzione di spararle». Papà era in preda al panico. Poi non riusciva a mettersi in contatto con me”.

Per 20 frenetici minuti il padre della Gildernew ha cercato sua figlia. Lei si trovava ad un incontro a Belfast e non conosceva il panico vissuto al di fuori. Quando finalmente aveva capito che sua figlia era sana e salva, la paura lo ha colto di nuovo.

“Mia sorella assomiglia molto a me, qundi papà pensato che se non avevano preso me forse l’avevano presa al mio posto. Per fortuna siamo entrati in contatto con lei e stava bene”, ha affermato.

Ma due giorni dopo un’altra chiamata è stata fatta, ancora più grave.

“Hanno detto a mio padre: «Abbiamo un machete alla testa di Michelle e abbiamo intenzione di tagliare la testa»”.

Chi fece la telefonata dichiarò inoltre di voler abusare sessualmente assalto della parlamentare.

“E’ stato duro, ma tutto è difficile per i miei genitori. Penso di essere stata protetta da molte cose da loro.

Orange Volunteers“Recentemente ero a casa di mio padre e a lui è capitato di dire qualcosa al riguardo. Sta ancora ricevendo telefonate. Una mattina ha risposto a sei chiamate in un’ora. Inizialmente sono stati gli Orange Volunteers. Sulla strada di casa passo davanti a cartelli con la sigla OV dipinta su di essi, quindi realmente mi portano a casa”, ha detto in un’intervista all’Impartial Reporter.

E proprio un paio di mesi fa, le minacce hanno avuto una svolta ancora più sinistra.

Riferisce la Gildernew: “E’ stato durante la partita tra Cavan e Fermanagh. Ero a vedere quella partita e mamma e papà stavaano badando ai miei figli. Intorno alle 9 il telefono squillò, era una chiamata internazionale così papà disse: «Questa è probabilmente tua madre – perché solitamente parlavo con loro prima di dormire – perchè non vai a parlare con lei». Così Eunan prende il telefono. Si ferma per un minuto senza dire nulla e mette giù il telefono. Papà gli ha chiesto chi fosse. Eunan rispose: «E’ un uomo, dice che ha preso Michelle Gildernew e ha intenzione di ucciderla». Eunan aveva quattro anni. Ero furiosa che qualcuno avesse fatto una cosa simile ad un bambino “.

La Gildernew telefonò alla polizia la mattina successiva per comunicare loro quanto grave stesse diventando la situazione.

“Sono consapevole dei rischi legati al mio lavoro, ma è molto diverso quando colpisce i bambini. Rende molto più difficile farvi fronte.”

Sorprendentemente ha detto di aver ricevuto minacce di morte fin da quando era un adolescente.

“La peggiore minaccia di morte ricevuta era così grave che Hugh Orde (l’ex comandante della polizia nordirlandese) era disposto a venire a casa mia per riferirmela. E’ stato quando allattavo Emmet, così ho dovuto mettere l’elmetto e l’ho portato con me al lavoro. Sono amareggiata per quello. Qualche settimana prima avevo incontrato Bill Clinton a Enniskillen e ho una grande fotografia di Bill con in braccio il mio bambino, ma dopo poche settimane lui è rimasto a casa perché non potevo rischiare di portarlo in macchina, sapendo che avremmo potuto essere il bersaglio di un agguato “, ha ricordato.

La PSNI attualmente sta indagando le minacce contro Michelle Gildernew.