Strip Search

Venerdì 18 settembre 2015, mentre ritornavano da una visita legale, alcuni prigionieri repubblicani sono arrivati nell’area delle perquisizioni controllata dalla squadra anti-sommossa della prigione. Un prigioniero repubblicano, che sarà presto rilasciato, è stato scelto per l’umiliazione. Pur avendo intrapreso la procedura di ricerca standard, che comprende un’ulteriore perquisizione intima ed una con un metal detector portatile, al prigioniero è stato chiesto di sedersi ripetutamente sull’apposita sedia per la scansione del suo corpo, con le braccia in alto, da un individuo che sosteneva che il repubblicano non era seduto correttamente.

Allora il prigioniero repubblicano ha messo in chiaro di essersi seduto in quella posizione per ben 5 anni, senza aver mai avuto problemi, e ha detto che non intendeva partecipare volontariamente alla propria umiliazione. Il governatore per la sicurezza, Brian Armour, e altri 8 membri della squadra anti-sommossa sono giunti sul posto. Il prigioniero repubblicano ha dichiarato che si sarebbe seduto per la terza volta sulla sedia a condizione che il procedimento venisse ripreso dalle telecamere per essere poi mostrato al Prisoner Ombudsman ma questo è stato rifiutato dal governatore Armour.

Sebbene non fosse giunta alcuna indicazione dal meccanismo elettronico della sedia per le perquisizioni, il prigioniero repubblicano è stato prelevato dalla stanza della perquisizione e isolato in una cella prima di subire la degradante strip search. In seguito il prigioniero repubblicano è stato accusato in base alle arcaiche leggi della prigione per “reato contro il buon ordine”.

Questo è stato chiaramente un incidente artificioso, ultimo di una lunga serie, che comprendono meschine restrizioni e comportamenti bellicosi contro i prigionieri repubblicani. Queste azioni hanno lo scopo di provocare reazioni e alimentare i conflitti, perché vengono sempre seguite da accuse di comportamento minaccioso nei confronti del personale carcerario, per giustificare e coprire a posteriori il comportamento malvagio e bigotto delle guardie carcerarie. Tali false minacce vengono successivamente utilizzate per ostacolare il progresso, specialmente dai governatori della prigione, che hanno poi l’audacia di affermare che i prigionieri repubblicani sono intenti a orchestrare intimidazioni.

I tentativi di coprire queste azioni sono state chiaramente smascherate dai prigionieri repubblicani di Roe 4 e mostrate a tutti, compresi il nuovo Numero Uno di Maghaberry Phil Wragg, il Prisoner Ombudsman, le organizzazioni per i Diritti Umani, gli organismi di controllo delle prigioni, i leader ecclesiastici, politici e rappresentanti legali. I prigionieri repubblicani di Roe 4 non hanno nulla da temere dalla pubblicizzazione dei fatti. Nessuno può contestare la buona fede dei prigionieri repubblicani nel tentativo di creare un ambiente libero da conflitti. Lo stesso non si può dire dell’amministrazione della prigione di Maghaberry e dei securocrats che la dirigono. Chiudere un occhio su tali malefatte significa solo incoraggiarle.

Prigionieri Politici Repubblicani
Roe 4
Maghaberry, 20 settembre 2015