Mentre la polizia sta avviando l’operazione contro gli attacchi in stile paramilitare, la madre di Andrew Allen dice che la gente ha perso la speranza nella polizia

Not the face of justice | PSNISettantanove persone sono state vittime di bande armate in Irlanda del Nord nel 2011, con attacchi incentrati nelle aree urbane come Foyle e North e East Belfast.

Il maggior numero di punizioni in stile paramilitare sono state attribuite ai repubblicani, ma solo il 4% dei responsabili sono stati portati davanti ai giudici.

Venerdì la polizia ha avviato un importante piano per affrontare questi crimini, con azioni comprendenti una campagna su Facebook destinata a raggiungere i ragazzi che potrebbero fornire informazioni.

Tuttavia Donna Smith, madre di Andrew Allen – ucciso dal Republican Action Against Drugs (RAAD) all’inizio di quest’anno, solleva i timori riguardanti la fiducia della popolazione nei confronti della polizia.

“Se la polizia non viene vista fare quanto dovrebbe essere nei loro compiti, forse la gente non ha fiducia in loro”, spiega la signora Smith.

“Non sapete in quale situazione potrete trovarvi”.

Il numero complessivo di attacchi di tipo paramilitare è diminuito drasticamente negli ultimi anni, da oltre 300 nel 2001, a 79 nel 2011 e a 11 nei primi due mesi di quest’anno.

La polizia sta esortando i giovani di tutte le comunità a contribuire per far scendere ancora le cifre, anche con l’aiuto di social media.

“La campagna su Facebook è una tattica progettata specificamente per raggiungere gli over 16 che possono avere informazioni”, ha detto l’Assistant Chief Constable Drew Harris.

“Questi gruppi sono egocentrici, auto nominati, non rendono conto a nessuno, non sono eletti da nessuno e stanno portando avanti una impresa criminale che è simile ad una banda mafiosa, mantenendo un’area nella paura.

“La comunità sa chi sono queste persone. Chi stanno frequentando, i veicoli che stanno usando, quali case utilizzano, dove sono tenute le loro armi. Qualsiasi di queste informazioni è assolutamente vitale per noi, per farci andare avanti nella nostra indagine”.

Tuttavia la nuova iniziativa della polizia è stata accolta con un certo scetticismo.

Una Crossan, del gruppo WIMP, lavora con un gruppo di giovani di Belfast in una campagna per porre fine agli attacchi e mette in discussione tutto il tempo perso.

Ha affermato: “Perché c’è voluto tanto tempo per avviare un’iniziativa che sarebbe dovuta iniziare sin dal principio. Allora perché adesso?

“E anche il fatto che in realtà non godono della fiducia della comunità in molte delle zone in cui (questi attacchi) stanno accadendo. Quindi, forse, dovrebbe essere un punto di partenza la costruzione della fiducia della comunità”.

Nel frattempo, i politici hanno sostenuto le misure adottate dalla PSNI.

Il ministro della Giustizia David Ford ha affermato: “Coloro che partecipano a questi attacchi non hanno posto nella società – le loro azioni sono interamente motivate dal potere, imponendo la paura ed il controllo.

“La polizia ha delineato i propri piani di lavorare in partnership, di costruire una fiducia comunitaria e dare alle comunità l’assicurazione che tali attacchi non saranno tollerati. Mentre ha un ruolo fondamentale, (la polizia) ha bisogno, e merita, il sostegno della comunità per affrontare questo crimine”.

Il consigliere del Policing Board Conall McDevitt ha detto: “Le bande paramilitari esercitano una forte pressione sulle famiglie delle loro vittime ed i giovani colpiti non sono solo feriti, ma, in molti casi, sono costretti a fuggire dalle loro case.

“Esortiamo le persone che hanno informazioni su tali attacchi di contattare direttamente la polizia o tramite Crimestoppers“.

Tom Elliott dell’UUP ha dichiarato: “Le statistiche dimostrano che 40 persone sono state ferite in questi attacchi a Londonderry solo negli ultimi cinque anni e un uomo è stato assassinato oltre il confine, nella contea di Donegal.

“È assolutamente essenziale che le comunità brutalizzate da questi sedicenti giudici e giurie trovino il coraggio di alzarsi in piedi e aiutare la polizia”.