Il padre di un ex-pilota della RAF pestato a morte dai lealisti ha chiesto un’inchiesta pubblica per verificare l’eventuale collusione della polizia con la banda di assassini

Raymond McCord junior, 22 anni, fu ucciso nel 1997 dai lealisti della UVF di Mount Vernon, North Belfast. Il suo corpo fu gettato in una cava.

L’omicidio fu al centro di un rapporto del Police Ombudsman che trovò le prove della collusione di alcuni poliziotti con la banda lealista.

Raymond McCord senior ha chiesto un’indagine indipendente sulle azioni dello Special Branch della RUC (Royal Ulster Constabulary) dopo aver assistito ad un’udienza presso il tribunale di Belfast.

La morte del giovane fa parte di uno dei 56 casi relativi agli omicidi avvenuti durante i Troubles che sono ancora in attesa di un’udienza. Il giudice Weir li sta esaminando nel tentativo di identificare i punti deboli nel sistema.

Al giudice è stato detto che un’indagine sul caso McCord potrebbe durare fino a quattro anni a causa dei procedimenti giudiziari in corso che coinvolgono un prominente ex membro della UVF divenuto collaboratore di giustizia (Supergrass in inglese).

Dopo l’udienza, Raymond McCord ha detto che è “palese” il coinvolgimento dello Stato nell’omicidio di suo figlio e che avrebbe potuto impedirlo.

L’attivista per le vittime del conflitto ha detto di non avere alcuna fiducia nelle indagini della PSNI sull’omicidio.

Secondo lui l’inchiesta dovrebbe essere portata avanti da un organismo esterno, che possa anche indagare in maniera più ampia sullo Special Branch.

“È necessario portare una forza di polizia esterna e ciò che è fondamentale, dopo l’udienza di questa mattina, è un’indagine sullo Special Branch attraverso tutti i Troubles” ha detto McCord.

“Hanno istituito un’inchiesta in Inghilterra su una spia (Alexander Litvinenko) che è stata uccisa, senza alcun problema. Perché non possiamo averla qui?”