Un uomo di North Belfast, colpevole di aver lanciato una bottiglia molotov durante i disordini di luglio 2010 ad Ardoyne, dovrà scontare 12 mesi invece dei quattro anni della pena a causa di problemi mentali

Protesta ad ArdoyneHugh Booth dovrà trascorrere tre anni in licenza dopo il suo rilascio voluto dal giudice Tom Burgess a causa dei rapporti medici che indicano un peggioramento delle condizioni di salute derivanti da una lunga detenzione.

Booth, di North Belfast, è l’ultimo dei 26 imputati arrestati dopo i disordini scoppiati tra la polizia e centinaia di persone davanti agli Ardoyne Shops il 12 luglio 2010, dopo il passaggio di una parata dell’Orange Order.

Danni per migliaia di sterline furono provocate durante le otto ore di disordini, quando mattoni, pietre, bottiglie e molotov vennero lanciate contro la polizia.

Il ventiseienne si è dichiarato colpevole per aver partecipato al riot e aver lanciato una bottiglia incendiaria. Era stato ripreso da una telecamera a circuito chiuso mentre svolgeva un ruolo “attivo e persistente”, all’inizio durante la protesta in cui i residenti erano seduti in strada per impedire il passaggio della parata, ma poi attaccando una camionetta della polizia, cercando di aprirne il portellone posteriore e lanciandovi contro dei mattoni.

Mercoledì il giudice Burgess ha detto di aver condannato lo scorso luglio Booth come pianificato, obbligandolo a scontare quattro anni di carcere perché una bottiglia molotov è “un’arma potenzialmente letale”, ma nelle udienze e altri rapporti psichiatrici hanno evidenziato problemi psichiatrici mai diagnosticati in precedenza.

I rapporti medici mostrano che, dall’età di 19 anni, Booth dice di sentire “voci nella testa”, si era reso protagonista di auto-lesionismo, di un tentato suicidio e di cure ospedaliere.

Il giudice ha detto che da quando è stato detenuto in carcere, la condizione di Booth si era stabilizzata con l’ausilio di farmaci e di una struttura di supporto e che mentre una sua recidiva viene considerata a medio rischio, l’uomo non è un rischio significativo per la gente.

Descrivendo il caso come un “insieme di circostanze eccezionali”, il giudice Burgess ha aggiunto di essere “soddisfatto che la salute mentale generale dell’imputato non venga costretta ad un lungo periodo di detenzione”.

Però ha spiegato a Booth che durante il programma di licenza triennale “è importante per lui di impegnarsi in questo lavoro”, e l’ha avvertito che “qualsiasi errore… porterà alla revoca della sua licenza e il ritorno in prigione per la salvaguardia della popolazione”.