La circostanziata risposta di Gerry Adams, pubblicata sul suo blog, alla pubblicazione dei documenti segreti riguardanti l’Hunger Strike del 1981

Gerry Adams - Martin McGuinnessOggi (il 30 dicembre 2011, Ndt) abbiamo osservato la pubblicazione dei documenti governativi inglesi ed irlandesi, rilasciati secondo la legge dei 30 anni. Sono centinaia di documenti. Alcuni sono verbali di incontri che coinvolgono l’allora primo ministro Margaret Thatcher. Altri sono rapporti di briefing di politici unionisti presso il NIO. Alcune sono lettere scritte degli ex Taoisigh (primi ministri, plurale di Taoiseach) irlandesi Charlie Haughey e Garret Fitzgerald e valutazioni della situazioni politica in tempi diversi durante il corso di quel fondamentale anno.

L’autore di questo blog ha letto alcuni documenti, ma non tutti. Accademici, storici e giornalisti si concentreranno sui dettagli per mesi, nel tentativo di inserire la storia che raccontano i documenti in quanto è già risaputo. Le carte meritano l’analisi più accurata.

Occorre naturalmente contestualizzarli. Questi sono documenti governativi, scritti in quel periodo con il pregiudizio di quei sistemi politici. Quindi ci vuole accortezza.

La protesta dei Blocchi H e della prigione di Armagh e gli scioperi della fame sono stati gli eventi spartiacque nella recente storia irlandese. Dieci prigionieri morirono. Oltre 50 persone furono uccise durante l’estate del 1981, compresi due adolescenti uccisi dai proiettili di plastica. L’evento di quell’anno ebbe un profondo impatto sugli sviluppi seguenti.

Tuttavia, è chiaro da una prima analisi delle carte che il governo britannico nel 1981 aveva adottato un approccio determinato, intransigente e, nei momenti cruciali, un doppio approccio per cercare un accordo. Si rifiutava costantemente di trattare la sostanza delle proteste carcerarie ed era pronto a lasciar morire i prigionieri.

Il NIO ha svolto un ruolo particolarmente di intralcio, aiutato dall’allora Segretario di Stato Humphrey Atkins e dal suo ministro junior Michael Alison. Entrambi furono molto influenzati dall’atteggiamento dei leader politici unionisti.

Un elemento che era già stato nell’occhio dei media fu l’affermazione dell’inviato del Papa, Fr. John Magee, che durante un incontro con Bobby Sands avrebbe ottenuto l’offerta di sospendere lo sciopero della fame per cinque giorni.

I prigionieri volevano Brendan McFarlane come nuovo OC (Officer Commanding, Comandante dei prigionieri, Ndt) nei Blocchi H e che qualcuno all’esterno partecipasse ad ogni discussione sulle proposte del governo britannico. Questo venne fatto per proteggere gli hunger strikers e la protesta. Alcuni giorni prima della visita di Magee, Bobby aveva rifiutato di incontrare due membri della Commissione Europea per i Diritti Umani senza la presenza di Brendan McFarlane.

Bobby vide la visita di Magee come pastorale. In nessuna delle successive conversazioni sia con Jim Gibney che nei messaggi a Brendan menzionò alcuna offerta fatta a Magee.

Per lui fare una simile proposta e non menzionarla sarebbe stato molto lontano dal suo carattere perché Bobby riportava diligentemente ogni sviluppo. Secondo me avrebbe sicuramente parlato di una proposta così importante.

Comunque, tralasciando la veridicità dell’affermazione di Magee, la risposta britannica è chiara.

Secondo la registrazione della discussione tra Atkins e Magee, avvenuta alle 00:30 del 29 aprile 1981 a Stormont Castle – 7 giorni prima della morte di Bobby -, Atkins ha detto: “non ci possono essere negoziati: era quello che Sands stava cercando di iniziare. Il governo non ha intenzione di concedere lo status di prigioniero politico… Concederlo sarebbe sbagliato – e provocherebbe anche una violenta reazione nella Provincia che metterebbe a repentaglio vite innocenti. Padre Magee disse di pensare che i prigionieri non sarebbero stati inflessibili: volevano una prova di buona volontà a causa delle promesse fatte loro alla fine dell’ultimo sciopero della fame e che non erano state mantenute. Il Segretario di Stato mise l’accento sul fatto che nessuna promessa era stata fatta alla fine dell’ultimo sciopero della fame. Quel fatto era ben conosciuto da Sands… Alla fine dell’incontro il Segretario di Stato aveva spiegato, e Padre Magee aveva accettato, che non poteva esserci un altro incontro perché c’era il pericolo di dar l’impressione che una parvenza di negoziato stava avendo luogo. Non c’erano richieste di negoziato e il Segretario di Stato voleva metterlo in chiaro”.

L’altro aspetto di questo periodo che interesserà a molti è il dettaglio fornito dagli inglesi del loro impegno attraverso “un canale secondario”.

Questa era la linea di comunicazione tra un contatto di Derry – Brendan Duddy – e l’agente segreto Michael Oatley, che aveva accesso diretto a Downing Street.

Ci sono le trascrizioni di 8 telefonate avvenute nel fine settimana dal 4 al 6 luglio tra l’agente britannico e il “canale secondario” cui venne dato il nome in codice “Presto” (Soon, Ndt). Questo avvenne poco prima della morte di Joe McDonnell.

Gerry Adams - Danny MorrisonI documenti sollevano importanti questioni sulla relazione tra Londra e “Presto”. Ad esempio, secondo le carte inglesi “Presto” aveva una parola in codice prestabilita per i contatti. Il documento dice: “All’inizio Soon (Presto) indicò con un codice prestabilito che era accompagnato da un rappresentante dei Provisional. Aveva suggerito in precedenza che in questa situazione dovessimo adottare una linea dura…”

Viene anche affermato, rispetto ad un’altra telefonata, che “Soon parlò di una grande confusione scoppiata nei circoli dei Provisional… Soon quindi descrisse le circostanze della questione del comunicato dei prigionieri del 4 luglio. Disse che il comunicato era stato rilasciato in maniera indipendente dai prigionieri a Maze e la tempistica soprese gli alti membri dei Provisional all’esterno… Sfortunatamente la tempistica del rilascio del comunicato aveva colto di sorpresa di Provisional”.

Questo non è vero. Il comunicato era stato, nei fatti, emesso dai priginieri attraverso il Dipartimento POW dello Sinn Fein e tramite il Centro Stampa Repubblicano. Ho guidato il comitato dello Sinn Fein responsabile per la gestione della lotta carceraria, contatti con i prigionieri, con i birtannici e con chiunque altro. Avevamo visto questo comunicato prima della sua uscita e “Presto” avrebbe dovuto saperlo.

Nel rapporto di un’altra telefonata si dice che “Soon iniziò a ribadire la posizione non organizzata dei Provisional”. Non vero.

Secondo gli inglesi, “Presto/Soon” disse loro che, rispetto alla fine dello sciopero della fame del dicembre 1980, “i Provisional ritengono che il governo britannico (HMG, Her Majesty Government, ndt) era stato sincero nel cercare di implementare la loro parte dell’accordo. La rottura avvenne perché alcuni dei prigionieri furono molestati da alcuni funzionari carcerari…”

Cosa non vera.

Mentre l’amministrazione penitenziaria e i funzionari carcerari lavorarono duramente per impedire ai prigionieri di lavorare positivamente all’accordo di dicembre, mai nessuno nella dirigenza dello Sinn Fein credette che il governo britannico fosse “sincero” nell’implementazione di tale accordo.

Gli inglesi hanno anche riportato che, secondo la “Telefonata numero 7, 2300-2400, 5 luglio” 1981: “Presto/Soon era stato chiamato per un incontro rabbioso e ostile dei Provisional quasi al limite di una completa rottura… A questo punto Soon indicò che un notevole numero di Provisional era arrivato…”

Altro fatto non vero.

La linea di comunicazione era molto diretta, sebbene ingombrante. I prigionieri comunicavano con il Comitato che presiedevo all’esterno. Io quindi riportavo a Martin McGuinness che incontrava “Presto” a Derry. Nessun altro era coinvolto negli incontri.

Queste ed altre inconsistenze sollevate da questi documenti confermano solo che durante i negoziati i “facilitatori” o “intermediari” possono deliberatamente o involontariamente creare problemi non riportando accuratamente i messaggi.

Infine, tra le molte questioni sollevate da questi documenti, una in particolare balza agli occhi. Era stato affermato da qualcuno che un’offerta era stata fatta dagli inglesi e trasmessa da Brendan McFarlane a Danny Morrison durante una visita alla prigione di domenica 5 luglio.
Si dice che questa “offerta” accoglieva le cinque richieste dei prigionieri e che venne bloccata all’sterno perché la dirigenza voleva più prigionieri morti per un tornaconto politico.

Questa bugia ha causato grande doldore alle famiglie degli hunger strikers che morirono in seguito e a quelli di noi che erano coinvolti negli sforzi per salvarli.

Queste trascrizioni rivelano che nessuna offerta venne fatta ai prigionieri il 5 luglio e che al momento della visita di Danny Morrison ai prigionieri il governo britannico non aveva formulato la propria posizione: “Presto/Soon quindi ha indicato che McGuinness era appena arrivato. Aveva detto che il tempo era fondamentale e aveva chiesto quale fosse l’attuale posizione del governo britannico. Abbiamo spiegato fosse importante, prima di abbozzare qualsiasi documento da sottoporre ai ministri, conoscere il punto di vista dei Provisional. Presto/Soon poi illustrò le loro posizioni. Che ci sarebbero state trasmesse dopo le discussioni alla luce della visita di Morrison”.

Un altro mito sfatato.

Lo sciopero della fame e le sue ripercussioni su individui, famiglie e vita politica di quest’isola sono state di vasta portata. I documenti che sono sati rilasciati forniscono un’altra visione di un periodo tumultuoso. La prossima settimana su questo blog ritorneremo ai documenti e identificheremo altri interessanti aspetti degli sviluppi di 30 anni fa.