Il pentito Robert Stewart è stato interrogato sul suo stato mentale del periodo in cui forniva testimonianza alla polizia

Belfast Court | Tribunale di BelfastLunedì il trentasettenne è ritornato sul banco dei testimoni nel tribunale di Belfast dopo essere stato malato per alcuni giorni.

Sta fornendo testimonianza contro 14 uomini accusati di una serie di reati legati ai crimini compiuti dalla UVF, tra cui l’omicidio di Tommy English del 2000.

L’avvocato difensore Charles Adair ha ricordato a Stewart di essersi descritto come un uomo con “i folletti che corrono intorno alla testa” e che in un’altra occasione non era stato in grado di ricordarsi il proprio nome.

Chiedendo al giudice Gillen quante volte dovrà rispondere alla questione, Stewart ha affermato: “Non so cosa voglia io risponda, ma non sono un malato di mente, se è questo quello che vuol intendere”.

Stewart ha sostenuto che le varie frasi erano “solo un commento” e non significano nulla di più, e che le autorità “sembravano abbastanza contente che dicessi la verità”.

Il terrorista lealista reo confesso ha ripetutamente detto alla corte di “non avere alcuna ragione di mentire” e che lui non “finge… professandomi qualcosa che non sono”, e ha accusato Adair di cercare semplicemente di “evidenziare le falle” nelle sue testimonianze.

Stewart ha poi detto ad Adair: “State parlando di spazzatura… è solo un commento… non vuol dire molto”.

Ad un certo punto Adair ha suggerito c’erano due alternative alla descrizione utilizzata da Stewart per descrivere il suo stato d’animo del momento – o era pazzo, o non c’era niente di sbagliato in lui e stava usando questa scusa per “riempire i buchi “della sua testimonianza.

“Non è corretto”, ha risposto Stewart, “ero il più sincero che potevo”.

Tuttavia, il giudice Gillen ha suggerito una terza alternativa, che lo stato mentale di Stewart al momento è stato influenzato dal suo passato di consumatore di droga, ma nel frattempo era migliorato.

L’uomo di Newtownabbey sta testimoniando contro 14 uomini, accusando nove di loro di coinvolgimento nell’omicidio del rivale lealista Tommy English dell’ottobre 2000.