Suzanne BreenLa polizia nordirlandese ha promosso una causa in tribunale per obbligare una giornalista a fornire informazioni sulla Real IRA.

Il comandante Hugh Orde ha avviato la causa dopo che Suzanne Breen, giornalista del dublinese Sunday Tribune, si è rifiutata di fornire materiale collegato ai due articoli scritti sul gruppo dissidente repubblicano.

Quando il caso si è aperto davanti al Recorder Tom Burgess a Belfast, l’avvocato per il comandante della polizia, Tony McGleenan, ha chiesto di far svolgere l’udienza senza pubblico e media a causa delle informazioni sensibili che potrebbero venir rivelate.

McGleenan ha detto di voler che la Breen ed i suoi legali rappresentanti fossero allontanati dall’aula mentre un testimone della polizia spiegava al giudice i motivi per i quali doveva svolgersi a porte chiuse.

Dopo alcune discussioni legali, il giudice ha ordinato lo sgombero dell’aula mentre il testimone giurava e forniva testimonianza.

Il giudice ha detto che potrebbe decidere martedì se la richiesta della polizia non riuscirà a passare l’ostacolo o se verrà accettata, e quindi fornire agli avvocati della Breen il tempo di elaborare una strategia contro la decisione.

Suzanne Breen ha rifiutato di acconsentire alla richiesta formale della polizia fatta sette giorni fa. Ha insistito sulla protezione delle fonti.

La giornalista ricevette la dichiarazione di responsabilità della Real IRA per la morte di due soldati a Massereene Barracks ad Antrim nel mese di marzo.

La polizia vuole dettagli sulla dichiarazione e sull’intervista con un rappresentante della Real IRA nella quale il gruppo ha ammesso l’omicidio di Denis Donaldson, il membro dello Sinn Fein indicato come informatore dell’MI5.

Donaldson è stato ucciso tre anni fa nella contea di Donegal dove risiedeva dopo essere stato smascherato.

McGleenan ha detto al giudice Burgess che alla base della richiesta di udienze a porte chiuse è da ritrovarsi nella prosecuzione delle indagini sulla morte dei genieri Mark Quinsey e Patrick Azimkar, colpiti mentre ritiravano delle pizze di fronte ai cancelli della caserma.

Ha detto: “Questa è un’indagine importante . Alcune persone sono in custodia, altre sono state accusare e potrebbero esserci altre persone interrogate e accusate”.

Paul Girvan, avvocato della Breen, ha detto che la sua cliente è determinata a proteggere le sue fonti e che non farlo significherebbe mettere a rischio la sua vita.

“La Real IRA è un’organizzazione terroristica che ha spiegato chiaramente che minaccerà chiunque aiuti in qualsiasi modo la Corona”, ha detto.

Aggiungendo che se si avesse bisogno di prove di ciò, sarebbe da riscontrare nel ferimento dei due fattorini della pizzeria.

Ha citato il diritto di Suzanne Breen di vivere in base all’articolo 2 della Convenzione Europea sui Diritti Umani. Ma il giudice ha detto che il tribunale deve decidere sul bilanciamento dei diritti.

Fuori dal tribunale Suzane Breen ha detto: “Proteggerò le mie fonti fin nella tomba. C’è rischio per la mia vita qualora obbedissi alla polizia”.