di René Querin

Portadown - Peoples Park
Sarebbe potuto essere un problema di ordine pubblico ma il Portadown District LOL No 1 ha annunciato venerdì mattina di non voler più tenere una messa nel People’s Park.

Sabato 8 giugno, nel pomeriggio, la loggia nordirlandese numero 1 terrà il suo mini-Twelfth, cui parteciperanno 15 bande musicali orangiste.

Quest’anno, però, aveva chiesto al Consiglio distrettuale di Craigavon il permesso di utilizzare il People’s Park, proprio accanto alla nazionalista Garvaghy Road, per tenere una messa pubblica.

La mossa era stata duramente criticata dai nazionalisti e repubblicani, perché la vicinanza di una moltitudine di orangisti a Garvaghy Road, teatro in passato di violenze settarie, era vista come il tentativo di innalzare le tensioni tra le due comunità.

Un residente nazionalista, appoggiato dalla Garvaghy Road Residents Coalition, aveva presentato un’istanza legale contro il Craigavon Borough Council per contrastare il permesso accordato alla loggia di Portadown.

Giovedì sera si è tenuta una riunione della Portadown District LOL No 1, in cui gli orangisti hanno deciso di ritirare la domanda presentata al Consiglio distrettuale.

“Abbiamo subito minacce verbali dai gruppi di residenti e da altri riguardo alla messa nel parco”, si legge nel comunicato rilasciato dall’Orange Order.

“Noi, come Distretto – prosegue il comunicato – siamo scioccati e sconcertati dall’apprendere da numerose fonti che i gruppi di residenti situati nelle vicinanze del parco erano preparati a causare disordini nel giorni in questione. Siamo a conoscenza di minacce postate sui social network”.

Breandan Mac CionnaithLa loggia orangista avrebbe preso la decisione di rinunciare ad occupare il parco perché “non siamo pronti a mettere in pericolo i nostri membri, le famiglie, gli amici ed i sostenitori” si legge nel comunicato pubblicato sul sito dell’Orange Order.

“Abbiamo perso l’opportunità di dimostrare che il People’s Park di Portadown è uno «Spazio Condiviso»”, conclude mestamente la loggia numero 1.

Dal versante nazionalista, invece, c’è soddisfazione per tale decisione, anche se sorgono spontaneamente domande sul comportamento del Consiglio distrettuale di Craigavon.

“Mentre siamo felici per la decisione dell’Orange Order – spiega Breandan Mac Cionnaith, portavoce del Garvaghy Road Residents Coalition – restano nell’aria delle domande sul motivo per cui volevano svolgere un simile evento che sapevano sarebbe stato controverso. Abbiamo delle domande in sospeso anche per il Craigavon Council che ha dato il permesso all’Orange Order”.

Parlando all’uscita dell’Alta Corte, Mac Cionnaith ha concluso: “Sappiamo che, nonostante l’annuncio dell’Orange Order, sarà l’Alta Corte ad esaminare il caso contro la decisione del Consiglio di Craigavon. Noi riteniamo che la decisione riguardante l’evento proposto dall’Orange Order fosse proceduralmente sbagliato e contaminato da un chiaro elemento di pregiudizio”.