L’opposizione rivendica un largo margine di vantaggio sul governo di Robert Mugabe alle elezioni legislative e presidenziali di sabato scorso in Zimbabwe, mentre si attendono ancora i risultati ufficiali del voto.

La lentezza della Commissione elettorale nel rendere noti i dati ufficiali alimenta il timore di brogli a favore di Mugabe. La Commissione ha riferito finora un testa a testa tra governo e opposizione, con 12 seggi ottenuti da ciascuna delle due parti sui 210 complessivi della Camera.

Appello dall’Ue
Dall’Unione europea è giunto un appello alla Commissione elettorale perché diffonda il prima possibile i risultati ufficiali, dando così prova di “indipendenza”, per “evitare inutili speculazioni”.

Timore di brogli a favore di Mugabe
Il Movimento per il Cambiamento democratico (Mdc) di Morgan Tsvangirai sostiene di aver ottenuto il 60% dei voti alle presidenziali, contro il 30% da Mugabe. Il resto delle preferenze sarebbe andato all’ex ministro delle Finanze, Simba Makoni, presentatosi alle elezioni come indipendente. L’opposizione ha inoltre riferito di aver già conquistato 96 dei 210 seggi alla Camera. Tuttavia, il Segretario generale del Movimento per il cambiamento democratico, Tendai Biti, ha dichiarato di aver appreso da fonti del suo partito presenti in Commissione elettorale che il governo starebbe truccando i risultati per assegnare a Mugabe il 52% delle preferenze alle presidenziali e 111 seggi alla Camera.

“Questo Paese è sull’orlo del precipizio”
Lo ha detto segretario generale dell’Mdc, Tendai Biti. La lentezza della diffusione dei dati “alimenta solo tensioni tra la gente”, ha aggiunto. In caso di voto truccato, ha ammonito Biti, l’opposizione organizzerà manifestazioni pacifiche, non si rivolgera’ alla magistratura. “Sono ancora pendenti le cause presentate nel 2002 – ha spiegato – non ripeteremo lo stesso errore. La nostra giustizia sarà rappresentanta dal popolo dello Zimbabwe e dai nostri fratelli e sorelle in Africa”.

Stando a quanto riferito da alcuni osservatori elettorali all’Ap, sei ministri di governo non sono stati riconfermati alle elezioni legislative. Si tratta di stretti collaboratori del Presidente Mugabe, tra cui il Vicepresidente Joyce Mujuru, il ministro per la Sicurezza e la Terra, Didymus Mutasa, e quello della Difesa Sydney Sekeramayi. Da parte sua, la Commissione elettorale ha annunciato la sconfitta del ministro della Giustizia, Patrick Chinamasa. Secondo altri osservatori della South African Democratic Alliance, l’opposizione avrebbe ottenuto la maggioranza in gran parte del paese.

“Chiaramente il ritardo sta alimentando speculazioni su cosa stia accadendo”, ha dichiarato Noel Kututwa, presidente di Zimbabwe Electoral Support Network, gruppo che vede riuniti 30 organizzazioni laiche e religiose. “Sono questi ritardi che causano i problemi”, ha commentato ieri il Presidente della delegazione degli osservatori del Parlamento panafricano, Marwick Khumalo, dicendosi certo del fatto che la Commissione elettorale conoscesse già i risultati.

Sempre ieri, funzionari della sicurezza e del governo fedeli a Mugabe hanno invitato Tsvangirai a non dichiarare vittoria. “Si chiama colpo di Stato e sappiamo tutti come questi colpi di stato vengono gestiti”, ha detto il portavoce presidenziale George Charamba. Fonti del partito di governo Zanu-Pf hanno riferito di Mugabe impegnato la scorsa notte in consultazioni con i vertici della sicurezza. Prima delle elezioni, i comandanti delle Forze armate avevano fatto sapere che non avrebbero prestato il loro servizio ad altri se non al solo Mugabe. E oggi, i commercianti di Harare hanno riferito di tante persone che hanno preferito rimanere a casa, apparentemente per seguire i risultati elettorali.

Sono stati 5,9 milioni gli elettori chiamati alle urne sabato per eleggere il presidente, 210 deputati parlamentari, 60 senatori e 1.600 consiglieri locali. Si è trattata della tornata elettorale più insidiosa degli ultimi anni per Mugabe, 84 anni, presentatosi per il suo sesto mandato dopo 28 anni al potere, in un Paese afflitto da un’inflazione al 100.000% e un tasso di disoccupazione all’80%. Contro il Presidente uscente si sono presentati il leader dell’opposizione Morgan Tsvangirai, 55 anni, e l’ex ministro delle Finanze Simba Makoni, 58 anni. Se nessuno dei candidati ottiene più del 50% delle preferenze, si andrà al ballottaggio.

Ministro degli Esteri Gb: prossimi giorni saranno “critici”
I prossimi giorni saranno “critici” per le sorti dello Zimbabwe. L’avvertimento è arrivato dal ministro britannico degli Esteri, David Miliband, il quale ha chiesto che, dopo le proclamazioni di vittoria da parte dell’opposizione, i risultati definitivi siano diffusi al più presto.

“Sabato, milioni di cittadini si sono recati alle urne e la loro voce deve essere ascoltata senza alcun rinvio”, si legge in una nota diffusa dal Foreign Office. “E’ vitale che questa elezione”, ha continuato, “segni un corso per la gente dello Zimbabwe”. “La comunità internazionale sta monitorando la situazione da vicino”, ha concluso Miliband, il quale ha spiegato che, insieme al primo ministro britannico, Gordon Brown, contatterà alcuni leader internazionali, in particolare i sudafricani.