James McClean
James McClean, calciatore irlandese di Derry, ha nuovamente sollevato un polverone per essersi voltato e aver chinato il capo durante l’esecuzione dell’inno inglese “God Save The Queen”, suonato prima dell’amichevole tra il West Bromwich Albion e il Charleston Battery, che si è giocata sabato a Charleston, negli Stati Uniti.

McClean era già salito alla ribalta per il rifiuto di indossare la maglietta con il papavero – simbolo inglese a ricordo dei caduti britannici – perché dopo il massacro del Bloody Sunday, compiuto dai paracadutisti inglese nella sua città natale – per lui e la sua gente quel simbolo era una cosa differente da un ricordo positivo. In una lettera aperta scritta ai tifosi del Sunderland, scrisse: “Sono orgoglioso del luogo da cui vengo e non posso fare qualcosa che sento come sbagliata. Nella vita, se sei un uomo, devi lottare per quello in cui credi”.

Solitamente prima delle partite amichevoli non viene suonato l’inno nazionale, ma in America hanno pensato di rendere onore alla squadra ospite.

Nel filmato della partita – pubblicato interamente su YouTube dalla squadra a stelle e strisce – si vede chiaramente che, al minuto 3:25, James McClean si accorge che sta per essere suonato l’inno inglese e quindi si gira verso destra, chinando la testa e fissando il terreno.

L’immagine scompare quasi subito. Al minuto 3:41 vengono mostrati in sovraimpressione i loghi delle due squadre.

La sua azione, naturalmente, ha scatenato le reazioni di moltissime persone sui social network: per gli irlandesi McClean è quasi un “eroe” mentre i tifosi inglesi lo hanno insultato apertamente, chiedendogli anche “di tornarsene in Irlanda”, spesso con frasi infarcite di insulti.

L’allenatore del West Bromwich Albion, Tony Pulis, non è stato contento di quanto compiuto da James McClean e ha parlato a lungo con il calciatore dopo la fine della partita.

McClean non dovrebbe essere multato per il comportamento, ma la società gli ha chiesto di non ripetere tali gesti in futuro.

Il West Bromwich Albion ha sempre detto di rispettare il diritto di espressione ma in questo caso non condonerà le azioni di McClean.

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