Don't extradite the Basques
Mercoledì 10 giugno è stata ufficialmente lanciata la campagna Don’t Extradite the Basques, contro l’estradizione verso la Spagna dei baschi rifugiati a Belfast, Iñaki de Juana e Arturo “Beñat” Villanueva, nel corso di una conferenza stampa presso il centro culturale gaelico An Chultúrlann a West Belfast.

L’attivista per i diritti civili Fearghas Ó hÍr ha illustrato la campagna per conto del comitato, davanti a numerosi sostenitori, compresi importanti difensori dei diritti umani e attivisti comunitari, dimostrando il largo appoggio alla popolazione basca sui diritti umani e civili da parte della comunità di Belfast.

Una petizione online è stata lanciata alla conferenza stampa. I primi firmatari includono Fearghas Ó hÍr, Bairbre de Brun (parlamentare europea dello Sinn Fein), l’avvocato per i diritti umani Pádraigín Drinan, Eamonn McCann (del consiglio nazionale del ), Bobby Storey (Sinn Fein), Gerry McConville (direttore del Falls Community Council) e Michael Culbert (ex allenatore dell’Antrim e St Gall).

Iñaki de Juana

Iñaki de JuanaHa detto Fearghas Ó hÍr: “Le autorità spagnole stanno cercando di estradare Iñaki de Juana, che ha scontato 21 anni nelle carceri della Spagna, da Belfast, dove è giunto immediatamente dopo il suo rilascio nell’agosto dello scorso anno, per rispondere a domande riguardanti l’accusa di “glorificare il terrorismo”.

“Il mandato di arresto è basato sul fatto che qualcuno, durante un raduno tenutosi a Donostia in agosto, per celebrare il rilascio di Iñaki dalla prigione, ha letto un testo dove compariva la popolare espressione basca ‘Aurrera bolie’ (Manda avanti la palla). Le autorità spagnole ritengono che la frase costituisca una esortazione a continuare la lotta armata.

“Iñaki non era presente al raduno e nega di aver scritto tale lettera, che la polizia spagnola dice di non avere in mano. Non ci sono prove che quel commento fosse stato fatto da Iñaki o che in qualche modo costituisca un reato terrorista.

“C’è stata una virulenta e prolungata campagna contro Iñaki innescata dai mezzi di comunicazioni della Spagna per molti anni, e l’ex ministro della Giustizia aveva pubblicamente chiesto ai giudici di «istituire nuove accuse contro Iñaki per tenerlo in carcere»”, ha proseguito Ó hÍr.

“E’ molto chiaro che dietro al mandato di arresto per «interrogatorio» emanato dalla Spagna c’è la volontà di rimettere Iñaki dietro alle sbarre, nonostante il fatto che queste nuove accuse sono prive di fondamento”.

Arturo “Beñat” Villanueva

Arturo Beñat VillanuevaÓ hÍr ha proseguito illustrado il caso dell’attivista Arturo “Beñat” Villanueva, arrestato a marzo 2001 dalla polizia spagnole, insieme ad altri 15 giovani attivisti pro-indipendenza, ed accusato di essere membro della organizzazione giovanile socialista basca Jarrai.

“Mentre Jarrai è solamente un’organizzazione politica, è stata dichiarata illegale dalle autorità spagnole nel 2005 e catalogata come organizzazione «terrorista» dalla Suprema Corte di Spagna nel 2007”, ha spiegato Ó hÍr.

“Accusato di «appartenenza ad un’organizzazione terrorista», Beñat poteva incorrere in una condanna a 14 anni di carcere per il suo attivismo politico. Rilasciato su cauzione dopo 10 mesi di prigione, non ha partecipato a ciò che molti ritenevano un processo spettacolo.

“Nel 2004 Beñat ha deciso di cercare rifugio a Belfast dalla persecuzione politica spagnola e dal rischio di tortura.

“Al tempo dell’appartenenza di Beñat a Jarrai (1994-2000) quell’organizzazione era legale. Il tribunale spagnolo sta applicando la legge che criminalizza Jarrai in maniera retrodatata.

“Beñat è stato obiettivo delle autorità spagnole per aver compiuto un lavoro politico, pubblico e pacifico nella Paese Basco. Il suo unico «crimine» sono state le sue idee politiche a favore dell’indipendenza basca e del socialismo”, ha detto Ó hÍr.

Persecuzione politica

“Nel suo sforzo di prevenire la popolazione basca dall’esercitare il loro democratico diritto all’autodeterminazione, la Spagna sta violando diritti fondamentali illustrati nella Dichiarazione Universale dei Diritti Umani emessa dalle Nazioni Unite, compreso il diritto di libertà di opinione ed espressione, di assemblea pacifica e associazione, il diritto di prendere parte al governo del proprio stato ed il diritto di non essere sottoposto a tortura e abuso”, ha continuato Ó hÍr.

“Iñaki de Juana e Arturo Beñat Villanueva sono chiaramente stati perseguitati solo per le loro opinioni politiche, non per attività criminale. Crediamo che ci sia il grave pericolo che non ricevano una imparziale udienza nel sistema giudiziario spagnolo e potrebbero subire tortura”.

Ó hÍr ha concluso: “Queste richieste di estradizione sono politicamente inaccettabili e chiediamo a tutti coloro che sostengono i basilari diritti civili di firmare la petizione contro le estradizioni“.