Sforzi frenetici e valorosi furono compiuti per rianimare il poliziotto Stephen Carroll, è stato riferito in tribunale nel secondo giorno del processo

Stephen CarrollIl poliziotto venne ucciso a Craigavon dopo aver risposto ad una chiamata al 999 (il numero di emergenza).

Sua madre e la sorella hanno pianto nella galleria del pubblico del tribunale di Belfast mentre ascoltavano uno dei suoi colleghi raccontare quanto avvenuto al momento dei colpi mortali.

L’agente ha ricordato di essere appena uscito da una seconda auto della polizia quando ha sentito il colpo di pistola. Allora si è accovacciato dietro alla portiera del passeggero e quindi è salito in auto. L’altro ufficiale presente nella vettura di Carroll stava puntando la pistola in diverse direzioni.

Solo allora ha detto: “Il mio autista è morto”.

“Sono rimasto molto scioccato”, ha testimoniato il poliziotto. “Ero incredulo. Non sapevo cosa fare. Dovevo uscire, dovevo rimanere dentro? Alla fine, non ho fatto nulla”.

In tribunale è stato spiegato che, nonostante tutti gli sforzi, i medici ed il personale paramedico dell’ospedale di Craigavon furono costretti ad ammettere che il poliziotto “aveva subito una ferita mortale”.

Leggendo le dichiarazioni, il giudice Girvan ha sentito che il personale medico aveva trovato la scena è stata “abbastanza frenetica” – con la polizia armata nel tentativo di rendere sicura l’area, mentre altri cercavano di curare il loro collega colpito.

Un paramedico ha detto di aver trovato l’agente Carroll accasciato sul sedile anteriore della sua auto, con gli occhi chiusi e con il sangue copioso che usciva da una ferita alla testa.

Mentre un cardiofrequenzimetro attaccato al suo petto confermava l’assenza di segni vitali, il personale medico ha continuato provare a rianimare il poliziotto colpito.

L’operazione è proseguita per tutta la corsa in ospedale, durata tra gli otto ed i dieci minuti. “Un viaggio senza ostacoli” dopo che la polizia aveva liberato la strada.

Sono stati raccontati i “valorosi sforzi” fatti dal personale ospedaliero sull’agente Carroll per oltre 20 minuti, nonostante l’entità della ferita.

L’ex consigliere dello Sinn Féin Brendan McConville, 39 anni di Tullygally, e John Paul Wootton, 19 anni di Lurgan, sono accusati dell’omicidio dell’agente Stephen Carroll.

Sharon Wootton, madre John Paul, è accusata di aver cercato di travisare la giustizia, rimuovendo un computer da casa sua.

Tutti e tre respingono le accuse.