In una lunga intervista telefonica, il generale Sir John Finlay Willasey Wilsey, pluridecorato militare britannico, conferma di aver avuto un incontro a Belfast nel 1993 con l’infiltrato “Stakeknife”, riconosciuto come il repubblicano Freddie Scappaticci.

L’11 maggio 2003 il Sunday Tribune, il Sunday Herald, il Sunday World ed il Sunday People pubblicarono la notizia che Freddie Scappaticci fosse in realtà l’agente “Stakeknife”, operante fin dal 1978 all’interno dell’Irish Republican Army per conto dello Special Branch, divenuta nel 1980 la FRU (Force Research Unit), della Royal Ulster Constabulary, la polizia nordirlandese.

Proveniente da una famiglia repubblicana di Andersontown, Scappaticci venne reclutato dopo aver salito tutti i gradini gerarcici nella formazione repubblicana, arrivando alla guida dell’Unità di Sicurezza Interna (Internal Security Unit), la cosiddetta “Nutting Squad”.

Durante i 25 anni di “servizio” per l’intelligence inglese, Stakeknife è stato pagato dal governo inglese 80.000 sterline ogni anno.

Scappaticci sarebbe coinvolto in oltre 40 omicidi, compresi quelli dei “tre di Gibilterra” e degli otto attivisti dell’IRA assassinati a Loughgall dalla SAS, l’elite dell’esercito inglese, come evidenziato nell’articolo di Thomas Harding, Ted Oliver e Sean O’Neill pubblicato sul Telegraph nel maggio 2003. Inoltre avrebbe partecipato all’omicidio di alcuni membri dell’IRA colpevoli di essere degli informatori.

Stakeknife sarebbe responsabile anche per il rapimento del giornalista del Sunday World Martin O’Hagan, avvenuto nel 1989. O’Hagan fu trasferito in una “casa sicura” nel South Armagh per essere interrogato tutta notte sulle sue fonti relative agli articoli sui paramilitari. Il giornalista venne in seguito ucciso dai paramilitari lealisti nel 2001.

Stakeknife visto da Brian Mór

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