Jim Allister. TUVIl leader del TUV Jim Allister ha messo in discussione lo Sinn Fein per la pagina di Facebook in cui si chiede il boicottaggio delle imprese di proprietà di membri dell’Orange Order.

Come evidenziato dal News Letter lunedì, una campagna online ospitata su una pagina di Facebook invita le persone ad aiutare a costruire una banca dati di imprese di proprietà di membri dell’Orange Order in modo da poter essere boicottati.

La pagina era stata creata domenica e, durante il dibattito sorto a Stormont sulla questione, martedì è stata rimossa.

Dopo la condanna della pagina da parte di Tom Elliott, l’onorevole Allister ha incalzato la parlamentare per West Belfast dello Sinn Fein Rosie McCorley durante il dibattito a Stormont sulla sicurezza di Internet, sostenento che il partito aveva alcuni link sulla pagina.

Ha affermato Allister: “Vorrebbe la parlamentare commentare il fatto che l’esortazione «Boicottare tutte le imprese possedute dagli orangisti» è ora apparsa su un sito dello Sinn Féin? È del parere che sia un tentativo di indirizzare le persone a discriminare nelle loro pratiche commerciali e, a suo modo, una propagazione dell’odio? Difende questa affermazione?”.

La McCorley tuttavia la pagina non era “un sito web Sinn Fein”.

Parlando durante il dibattito sulla sicurezza Internet, ha aggiunto: “I social network hanno creato uno spazio in cui coloro che perpetrano e incoraggiano l’odio e gli attacchi violenti sentono di poterlo fare impunemente”. La parlamentare ha continuato, evidenziano l’uso dei social network nell’organizzazione delle recenti proteste sulla disputa delle bandiere e sui commenti sprezzanti contro le persone di entrambe le comunità.

La persona dietro alla pagina di boicottaggio delle imprese di membri dell’Orange Order aveva scritto: “Compagni, abbiamo in programma di costruire un elenco completo delle aziende, contea per contea, per cominciare – mandateci un messaggio privato, se siete a conoscenza di imprese di proprietà di membri orangisti nella vostra zona… Grma”.

Allister ha sostenuto che sulla pagina campeggiava il logo dello Sinn Fein e un link al loro canale YouTube.

A seguito del dibattito, ha detto: “Qualcuno potrebbe pensare che lo Sinn Fein/IRA può aver avuto un maggior grado di controllo su questa pagina rispetto a quello che vorrebbero farci credere. La gente può trarre le proprie conclusioni su come, pochi istanti che io sollevassi la questione in Assemblea, la pagina è scomparsa? Lo Sinn Fein/IRA è desideroso di lamentarsi dei lealisti che utilizzano i social media, ma qui abbiamo avuto una vendetta repubblicana contro le imprese protestanti che i promotori hanno dovuto chiudere.

“Alla domanda in merito alla questione l’hunger striker dell’IRA Raymond McCartney ha suggerito che potrebbero esserci spiegazioni perfettamente innocenti e che era possibile per qualcuno creare una pagina di Facebook senza avere alcun contatto con l’organizzazione che sostiene di rappresentare. Ciò che rende interessante il collegamento con lo Sinn Fein interessante è che prima della fine del dibattito – e una volta che il supporto dello Sinn Fein era stato identificato – la pagina è scomparso da Facebook”.