Da Belfast, Andrea Varacalli – Avvenire

Lo Sinn Fein pronto a dare battaglia contro la finanziaria di Cameron. In Nord Irlanda arriveranno 4 miliardi in meno: 30mila licenziamenti nel settore pubblico

Gerry Adams, Sinn FeinSarà pesante l’effetto in Ulster dei tagli annunciati alla spesa pubblica da Cameron, ma con un forte elemento di arbitrarietà rispetto alla particolare situazione del territorio. Secondo Londra ci saranno 4 miliardi di sterline (4,5 miliardi di euro) in meno d’investimenti nella tormentata provincia: vale a dire 30mila posti di lavoro in meno nel settore pubblico che supera l’80% dell’intera occupazione.

“Assolutamente inaccettabile”, ha dichiarato Gerry Adams replicando a muso duro al cancelliere George Osborne. Una decisione che conferma “l’orribile ignoranza dei ministri conservatori inglesi”. Si tratta del primo tentativo di definire le distanze e le differenze tattiche della controparte unionista nell’assemblea semi-autonoma di Stormont, dopo che un aggiustamento ai tagli promesso dal Tesoro inglese al vice primo ministro Martin McGuinness. Promessa puntualmente svanita nei successivi incontri fra il governo e il Democratic unionist party, ma senza lo Sinn Fein. In vista delle elezioni nella provincia del prossimo maggio, gli unionisti per voce del ministro delle finanze Sammy Wilson, hanno garantito al premier David Cameron di “tirare fuori il meglio da una situazione molto delicata”.

Intenzioni che spiegano gli altri duecento milioni di sterline stanziati d’urgenza per la Psni, la neoriformata polizia nordirlandese e un pacchetto di risorse d’emergenza alla sicurezza: cifre che rappresentano l’alter ego della finanziaria per l’Ulster. La rinascita dei repubblicani dalle ceneri dei Provisionals Ira, oggi fa paura. Con quaranta attacchi tra autobombe e imboscate dall’inizio dell’anno, Oglaigh na hEireann e la Real Ira hanno così contribuito a riscrivere informalmente la finanziaria nordirlandese. Un provvedimento molto arbitrario e che lascia le porte aperte a un eventuale intervento militarizzato come controffensiva al massiccio reclutamento tra i giovani dell’Irish Republican Army. Un clima di repressione politica e depressione economica che colpisce in particolare i giovani: sono già ventuno i ragazzi che si son tolti la vita nella nazionalista west Belfast dall’inizio dell’anno. Tre solo questa settimana, tra cui Liam McGuinness, 21 anni, una promessa della boxe irlandese.

Andrea Varacalli - Avvenire

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