di Ciaran MacAirt

Quarant’anni dopo Ciaran MacAirt sta ancora cercando giustizia per sua nonna e le altre 14 vittime del massacro

McGurks bar: the suitcase that never wasNon ho conosciuto mia nonna, Kathleen Irvine. L’hanno uccisa, insieme ad altri 14 civili, tre anni prima che nascessi.

Kathleen, o Kitty, come la chiamavano la famiglia e gli amici, è bruciata viva sotto le macerie del McGurk’s Bar, una fredda notte di dicembre, tre settimane prima del Natale 1971.

Gli estremisti dell’Ulster Volunteer Force (UVF) avevano lasciato una macchina fuori dal bar. Una figura ombrosa, mascherata, era uscito dalla vettura per lasciare un pacco pieno di gelignite nel corridoio del pub e ha acceso la miccia.

Poi è tornato di corsa alla macchina, lanciata di corsa lungo Great George’s Street. Un giovane ha visto tutta la scena e testimoniò che il bar era stato attaccato. La sua vivida dichiarazione fu confermata nei dettagli dalla confessione di un attentatore dell’UVF molti anni dopo.

Salvò anche la vita di un passante, che aveva girato l’angolo e quest’uomo ha testimoniato di essere stato avvertito dal ragazzo: “Signore, non vada in quel bar, c’è una bomba”.

L’uomo se l’è svignata e quando si trovava a circa 35 metri di distanza la bomba esplose nel pub, facendo crollare il tetto su chiunque si trovasse nell’edificio. L’abitazione del proprietario era nelle stanze al piano di sopra, quindi tra le vittime c’erano anche bambini. La vittima più giovane aveva 13 anni, la più anziana 73. Mia nonna, una signora che aveva lavorato nei mulini fin da quando era giovane, aveva 53 anni.

Il massacro del McGurk’s Bar è stata la più vasta perdita di civili di ogni atrocità avvenuta dopo il Blitz della Seconda Guerra Mondiale, ma gli innocenti morti quella sera sono diventati le vittime dimenticate di una guerra sporca. La verità fu sepolta con loro.

Ciò che aggiunge dolore alle nostre famiglie è la bugia data in pasto alla coscienza pubblica che la bomba esplose accidentalmente tra gli avventori del bar. Pertanto, i morti o i feriti sono stati dipinti come colpevoli per associazione – se non complici di questo atto di terrorismo.

Il pretesto per l’attentato, però, fu creato semplicemente dalle autorità statali – le stesse persone cui sono affidati i basilari dirtti umani dei cittadini.

I civili presenti nel bar quella sera sono stati ritenuti “a parte” dallo stato, a causa della loro religione e lo Stato utilizzò le loro morti per mano dei lealisti per i propri fini politici in quel momento del conflitto

Ho documentato la creazione, la crescita e la promulgazione di questa bugia dello Stato nelle pagine del mio libro
I civili nel bar quella sera sono stati considerati ‘a parte’ da parte dello Stato a causa della loro religione e stato usato la loro morte per mano dei lealisti per i propri fini politici in un momento di conflitto.

I documentare la creazione, la crescita e la promulgazione di questa menzogna da parte dello Stato all’interno delle pagine del mio libro – The McGurk’s Bar Bombing: Collusion, Cover-Up and a Campaign for Truth.

La sua genesi è in un documento della Royal Ulster Constabulary che, senza indizi o prove, dichiarò: “Poco prima dell’esplosione, un uomo è entrato nei locali e lasciato giù una valigia, probabilmente per essere raccolta da un conosciuto membro dei Provisional IRA. La bomba è stata progettata per essere utilizzata in altro luogo. Prima del ritiro, la bomba è esplosa”.

Questa bugia madornale venne scritta poche ore dopo l’attacco e ancora prima che tutti i morti fossero identificati. Ciò che può essere ancora più vergognoso, però, è che le nostre famiglie, dopo oltre 40 anni, stanno ancora combattendo per ripulire i nomi dei nostri cari da queste voci.

Le amministrazioni successive, fino ad oggi, non sono state in grado di alzare le mani e dire che si sbagliavano.

Anche di fronte a una montagna di loro archivi segreti – le prove che abbiamo dovuto scoprire e rilasciare al pubblico dominio – le autorità di oggi continuano a negare.

Il percorso che abbiamo sperimentato con il Police Ombudsman e ora con il capo della polizia ha dimostrato che questo continua ad essere endemico ai massimi livelli.

Così, nero su bianco, lascio ai documenti propri dello Stato attestare l’importanza della politica di informazione, controllo e diffusione nella battaglia per i cuori e le menti. Questo è il mondo oscuro delle operazioni psicologiche, in cui semplici parole diventano armi.

Abbiamo dimostrato che si tratta di una copertura che si perpetua dalle più alte sfere della RUC, dei militari e del governo, tra cui il primo ministro dell’Irlanda del Nord di allora, Brian Faulkner. Il suo ultimo, fatale, lancio di dadi – l’internamento – avrebbe fallito se avessero ammesso che anche i lealisti pro-Stato autori dell’attentato al McGurk’s Bar avrebbero dovuto essere internati – anche se solo per l’opinione pubblica internazionale.

L’uso di questo potere speciale era diretto esclusivamente contro una parte della comunità. I documenti governativi hanno indicato che vi era una specifica “politica d’arresto per i protestanti”:«I protestanti non sono, secondo l’attuale politica, arrestati in vista di un ordine di custodia cautelari e portati davanti ai commissari”. Adesso sappiamo che, comunque, l’internamento era destinato al fallimento.

La bomba al McGurk’s Bar era una delle molte coperture, al momento. Nel mio libro esamino come lo Stato e le sue forze di sicurezza trattavano differentemente la violenza lealista durante il periodo più sanguinoso del conflitto, quando i lealisti uccisero più di 120 civili.

Tuttavia, in questo periodo, da agosto 1971 a febbraio 1973, nessun paramilitare lealista pro-Stato fu internato. Anche in questo caso, la discriminazione riguardava la fede della vittima e/o autore del reato.

Il mio libro getta una fredda luce sulla copertura del massacro del McGurk’s Bar e il suo contesto all’interno della nostra storia comune.

Spero che si presenti anche come una lezione, in modo da farci riconoscere le mancanze del passato e imparare dai nostri errori collettivi.

Solo allora saremo meglio equipaggiati come società per garantire che non accada più.