Ian Paisley JuniorIan Paisley Junior rifiuterà di conformarsi all’ordine del tribunale di rivelare il nome di una fonte di notizie.
La scadenza fissata dall’Alta Corte scade oggi.

All’inizio del mese, una sentenza era stata emessa dal giudice Gillen e obbligava Paisley Jr a divulgare entro il 20 aprile il nome del suo informatore in relazione alla morte del leader della LVF, Billy Wright.

Un poliziotto penitenziario, la cui indentità è stata tenuta nascosta, avrebbe riferito a Paisley che dei documenti sarebbero stati distrutti dopo la morte del paramilitare lealista avvenuta all’interno della prigione di Maze nel 1997.

Il parlamentare ha dichiarato di essere pronto a finire in carcere piuttosto che rivelare il nome.

Parlando questa mattina, Paisley resta spavaldo e comunica di sentirsi in obbligo a proteggere la propria fonte di notizie.

“Non presento appello oggi, non credo sia nel mio interesse finanziario o personale”, ha detto Paisley Junior alla BBC.

“Se presento appello e vinco, questo caso andrebbe alla Casa dei Lord.

“Se non mi appello e lascio che il caso torni all’Alta Corte, nulla cambia per me – continuo a non rivelare il nome”.

Parlando a sostegno del suo collega di partito ad inizio aprile, il primo ministro Peter Robinson ha affermato: “C’è un’importante questione in ballo. Le persone dovrebbero sentirsi sicure che ogni informazione riferita al parlamentare o al proprio rappresentate in via confidenziale saranno sempre trattate in tal modo.

“Né l’interesse pubblico né la Billy Wright Inquiry (organismo di inchiesta sulla morte di Wright, NdT) saranno migliori obbligando rappresentanti eletti a rivelare i nomi delle proprie fonti”.